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NEWS - RALLYE MONTE-CARLO HISTORIQUE 2017

 23 Gennaio 2017

Rallye MonteCarlo Historique, l’importanza dell’assistenza e del ricognitore

Rallye MonteCarlo Historique, l’importanza dell’assistenza e del ricognitore

In un rally dalle variabili così imprevedibili come il MonteCarlo Historique, un’importanza fondamentale la recita l’organizzazione del servizio di assistenza agli equipaggi.

Pur con il più positivo ottimismo, è impensabile che in oltre 2.500 chilometri di gara da percorrere in 5 giorni non si venga colpiti dal più minimo problema meccanico, salvo chiamarsi Gastone Paperone. A maggior ragione se si considera che il “Monte” storico si disputa a cavallo di fine Gennaio e inizio Febbraio sui rilievi alpini della Francia centro-meridionale, generalmente interessata nella stagione invernale da maltempo che si esterna facilmente in abbondanti nevicate e gelate notturne e mattutine.

Ecco che quindi una giusta dotazione di pneumatici aiuta notevolmente a prevenire rischi e permette di andare veloci dove necessario.

Fino a qualche anno fa si diceva che per affrontare il Rallye di MonteCarlo Historique bastavano 4 bei pneumatici invernali chiodati. Oggi l’imprevedibilità meteorologica e la sempre più incalzante professionalità impone agli equipaggi, che puntano alle zone alte di classifica, la gomma giusta al momento giusto. E la gomma giusta è quella “mirata” per la condizioni di ciascuna prova: la chiodata winter nordic per le prove con forte rischio ghiaccio, sia con che senza neve al suolo; la tassellata stretta con 150 chiodi per neve alta con solchi gelati; la invernale stradale, magari winter nordic a mescola morbida, per neve battuta e compatta e basso rischio ghiaccio; la normale stradale estiva o, per i più esigenti la racing, per condizioni climatiche secche e primaverili come durante la scorsa edizione, caratterizzata da temperature spesso superiori ai +10°C e senza la minima ombra di neve o ghiaccio. E’ logico che se le condizioni climatiche restano stabili per tutti i 5 giorni di gara, si parte con un pneumatico e si finisce con lo stesso. Ma siccome si gira in lungo e in largo per mezza Francia, questa ipotesi è quanto meno remota.


Qui entra in gioco allora l’assistenza al seguito dei concorrenti, caratterizzata da furgoni e veloci giardinette cariche di gomme, benzina e pezzi d ricambio, guidate spesso da meccanici-piloti che disputano praticamente una gara nella gara per arrivare in tempo ai punti di incontro coordinati con l’equipaggio. E se nei rally moderni gli interventi vengono effettuati in parchi assistenza che ricordano i paddock dei circuiti, potendo un solo mezzo attrezzato assistere più vetture in contemporanea, nel MonteCarlo Historique in genere ogni auto in gara ha necessità di una sua assistenza dedicata, in quanto la dislocazione delle prove di classificazione, in linea una dietro all’altra, lascia appena il tempo di intervenire su una vettura per poi correre immediatamente al prossimo punto di incontro. Ma, pur ammettendo che non si presentino problemi meccanici gravi, come fare per sapere quale combinazione di pneumatici sia la più indicata per questa o quella prova da affrontare? Qui entra in gioco una figura particolare, nata proprio in occasione dei Rallye di MonteCarlo degli anni ’70 e poi mutuata alle altre gare soprattutto invernali e su terra: il ricognitore.

Il termine, molto usato in aeronautica militare, identifica un equipaggio esterno alla gara che, con una vettura “civetta”, precorre le prove speciali immediatamente prima che le strade vengano chiuse al traffico normale (nei rally classici) o prima che transitino le vetture di testa per verificare le condizioni del fondo stradale, segnalando immediatamente ai concorrenti, con cui è in contatto continuo, quali sono le zone a rischio e suggerendo la gommatura più idonea. Sarà poi compito dei meccanici dell’assistenza effettuare la sostituzione delle ruote nel minor tempo possibile per non pregiudicare la media di percorrenza del percorso di trasferimento. Con 18 vetture in gara l’impegno di Giulio Trezzi e Dario Pigoli, i ricognitori della Scuderia Milano Autostoriche al volante di una insospettabilissima Fiat Panda (ma 100 HP!) acquisisce un valore aggiunto impareggiabile, soprattutto per gli equipaggi che partono nelle prime posizioni di classifica. E proprio per questa ragione la figura del ricognitore al “Monte” è sempre un pilota o un ex-pilota coadiuvato da un navigatore esperto su volante di una vettura che, ancorchè esteticamente anonima per non dare nell’occhio, ha poco da invidiare a quelle in gara: pneumatici chiodati, differenziale autobloccante, motore potenziato, assetto da corsa, strumentazione adeguata per poter seguire il road book. Se Zanchi-Agnese nel 2015 hanno portato alla Scuderia Milano Autostoriche la vittoria del XVIII Rallye MonteCarlo Historique, parte del merito va anche a Trezzi-Pigoli che hanno saputo informare adeguatamente l’equipaggio in una gara caratterizzata da continue mutazioni del fondo stradale.



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